<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842</id><updated>2011-11-27T17:22:56.449-08:00</updated><category term='vacanze'/><title type='text'>edorasiamoindue</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>33</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-3585747022654094971</id><published>2011-10-31T10:29:00.000-07:00</published><updated>2011-10-31T10:29:08.433-07:00</updated><title type='text'>dove sono finiti "I Morti"?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando ero piccola, e non si può certo dire che si tratti di un paio di secoli fa, la prima festa che si aspettava dopo la fine dell'estate e l'apertura della scuola era quella del 1° novembre. Sul calendario era segnata &amp;nbsp; ed è segnata come il giorno in onore di &lt;i&gt;tutti i santi&lt;/i&gt;, ed è un giorno di festa, marcato in rosso; quello successivo, il 2 novembre, è invece giorno feriale, ed è riservato alla &lt;i&gt;commemorazione dei defunti&lt;/i&gt;. Ma per tutti quella autunnale è la festività de &lt;i&gt;I Morti&lt;/i&gt;. In questo giorno è praticamente d'obbligo recarsi al cimitero per rendere omaggio ai parenti, cari o meno, defunti, portando qualche crisantemo ed un lumino nuovo. Si va a messa per dire una preghiera in più, facendo anche un'offerta un pochino più consistente.&amp;nbsp; E se si è proprio attenti a come ci si dovrebbe comportare, si tiene persino un lumino acceso in casa. Ricordo ancora quella lucina rossa in un angolo buio della casa di mia nonna; un po' inquetante, a dire il vero... Eppure questo è quel che dovrebbe essere. Questo è quel che era. In Italia, almeno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel Regno Unito, in Irlanda, e di conseguenza negli Stati Uniti, dove i primi pionieri hanno conservato molte delle proprie tradizioni, le cose sono diverse. La festa d'origine ha a che fare con la fine dell'estate, e la raccolta delle provviste per i mesi più freddi: da qui è poi derivata l'usanza attuale di regalare dolcetti d'ogni tipo. E quella che noi chiamiamo, volgarmente, &lt;i&gt;la zucca&lt;/i&gt;, ha un nome vero e proprio: &lt;i&gt;Jack-'o-lantern&lt;/i&gt;, forma contratta di "la lanterna di Jack". Tale Jack era un irlandese con la coscienza non proprio tranquilla, che spaventato dallo spettro degli spiriti cattivi che si aggiravano nell'oscurità notturna, pensò bene di spaventare a sua volta queste ultime: inscenò la presenza di uno spirito cattivo fuori la porta della propria abitazione, intagliando una barbabietola e mettendovi un lumicino acceso nella cavità ottenuta. L'idea fu presto adottata da tutto il vicinato, e si espanse. Coloro che si trasferirono nel Nuovo Continente, vollero potersi proteggere a loro volta; in quei luoghi avevano trovato le zucche, fino ad allora sconosciute, e pensando che un mostro più grande sarebbe stato più d'effetto, iniziarono ad usarle per fare delle spaventose Jack-'o-lantern. Intanto, chi non poteva restar chiuso dentro casa, pensava bene di difendersi come poteva, e cosa c'era di meglio di fingere di essere una strega, un fantasma, o uno zombie? Nessun &lt;i&gt;collega&lt;/i&gt; li avrebbe mai aggrediti. Geniale!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma eccoci ai giorni nostri, quando film, telefilm, libri e cartoni animati ci hanno iniziato a parlare di questa festa del &lt;i&gt;Dolcetto o scherzetto&lt;/i&gt;. Non ci è sembrato vero: una scusa per divertirsi, andare nei locali a bere alcolici se si è adulti, aggirarsi per le case in cerca di caramelle se si è più giovani. Con tanti bei calci in quel posto ai nostri &lt;i&gt;Morti&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-3585747022654094971?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/3585747022654094971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2011/10/dove-sono-finiti-i-morti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/3585747022654094971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/3585747022654094971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2011/10/dove-sono-finiti-i-morti.html' title='dove sono finiti &quot;I Morti&quot;?'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-2522756984776113378</id><published>2011-10-30T15:05:00.000-07:00</published><updated>2011-10-30T16:29:28.502-07:00</updated><title type='text'>...un anno dopo...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed eccoci di nuovo qui, dopo un anno di pausa. Un anno, dodici mesi, all'incirca 365 giorni - scusate, non fatemi andare a controllare la data dell'ultimo post e fare i conti precisi... no Tamara non farlo! - Bene; ho rischiato di farlo ma ho resistito. - Da un lato si può dire che sia un periodo lungo, dall'altro poco più che un battito di ciglia; dipende dalla prospettiva sotto cui ci fermiamo a pensarci. Certo, di cose possono accaderne, eccome! Vediamo un po'... il Governo Italiano ha rischiato di perdere la Maggioranza almeno 3 volte - forse anche di più -; i programmi televisivi hanno avuto ben due omicidi e una doppia sparizione su cui informarci, interessarci, ammorbarci... nausearci; un matrimonio reale è stato celebrato - in mancanza di un re nostrano ci piace gingillarci con i fiori d'arancio altrui -; qualche partito politico è nato e qualche altro si è svuotato, anche se questi sono eventi che vanno bene per un qualsiasi anno; Francesco Totti ed Ilary Blasi hanno smesso di fare pubblicità insieme mentre George Clooney ed Elisabetta Canalis si sono lasciati per davvero, loro che secondo molti stavano insieme solo per finta; e saranno successe un sacco di altre cose, che però ora non mi vengono in mente.&lt;br /&gt;Anche a me qualcosa è capitato... Cose di poco conto ed altre più importanti, alcune che hanno riguardato me in prima persona, altre in cui sono stata coinvolta, ed altre ancora che mi hanno solo leggermente sfiorata, come un'eco lontana. Poi... poi mi è successo qualcosa di molto speciale...&lt;br /&gt;E a voi? Cosa vi è successo in questi 12 mesi?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-2522756984776113378?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/2522756984776113378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2011/10/un-anno-dopo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/2522756984776113378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/2522756984776113378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2011/10/un-anno-dopo.html' title='...un anno dopo...'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-373680239657472672</id><published>2010-11-09T11:56:00.000-08:00</published><updated>2010-11-09T12:34:07.610-08:00</updated><title type='text'>la privacy</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordo che ne iniziarono a parlare quando avevo all'incirca dieci anni. Prima di allora, non credo fossero in molti a conoscere il significato di quella che stava per diventare una delle tante parole inglesi introdotte a forza nel nostro vocabolario. In italiano, il termine corrispondente sarebbe &lt;span style="font-style: italic;"&gt;riservatezza&lt;/span&gt;, ma, come spesso accade, preferiamo copiare, spesso passivamente, piuttosto che rielaborare. Mio nonno, dal canto suo, non si è piegato del tutto. L'ha ribattezzata &lt;span style="font-style: italic;"&gt;praita&lt;/span&gt;; e a nulla sono valsi i centinaia di tentativi di correzione che si sono susseguiti negli ultimi 15 anni: praita fu, e praita è sempre rimasta.&lt;br /&gt;Quando, nel 1996, si iniziò a parlare della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Legge sulla Privacy&lt;/span&gt;, non era ben chiaro cosa sarebbe successo, ma si aveva l'impressione che, comunque, le nostre vite sarebbero state completamente cambiate, catapultate in un'aurea più tranquilla, sicura, intima. Quali fossero le vere intenzioni all'epoca, certo non posso dirlo. Quello che invece ricordo, è quel che ne seguì. Ben presto scoprimmo che nelle nostre bollette telefoniche, i recapiti da noi chiamati erano riportati in modo incompleto, con le ultime cifre sostituite da una serie di asterischi. Insomma, non solo non potevi sapere il numero di chi ti telefonava in piena notte facendoti proposte oscene, ma neppure chi tu stesso avevi chiamato dal tuo apparecchio. Per lo stesso principio, le scuole si sono ritrovate in dovere di sostituire sui quadri di fine anno, degli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;atti pubblici&lt;/span&gt;, con dei rassicuranti 6 tutti i voti da 1 a 5. Alla faccia della trasparenza! Se poi un 3 veniva segretamente trasforamto in un 5, o addirittura in un 6, dov'era il problema?&lt;br /&gt;La &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fobia per la riservatezza&lt;/span&gt;, come tante altre perversioni, ci è arrivata di seconda mano, straripando oltre i confini del grasso continente Americano, lasciandosi trasportare dalle acque dell'oceano fino alle nostre coste. E proprio nella sua patria natia, può raggiungere i suoi massimi livelli d'assurdità. Direte: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma come? &lt;/span&gt;E io vi rispondo:&lt;span style="font-style: italic;"&gt; eh sì!&lt;/span&gt; Perché bisogna sapere, tanto per dirne una, che l'anagrafe, quell'ufficio pubblico che raccoglie i nostri dati, e assicura il nostro Paese e noi stessi della nostra esistenza,  negli Stati Uniti non esiste. Il risultato? Se in Italia necessiti di aggiornare un documento, vai all'ufficio anagrafico, appunto, e dopo aver trovato nel registro i tuoi dati, ti stampano la tua bella tesserina. Negli USA... non è proprio così. La riservatezza, o privacy, è talmente assicurata, che tu praticamente non esisti. Se poi, per una ragione o per l'altro, dovessi avere il desiderio o la necessità di attestare la tua esistenza, l'unica cosa da fare è rivolgersi alla motorizzazione, che oltre a rilasciare licenze di guida, è anche incaricata di rilascere quella che, semplificando, possiamo definire l'equivalente della nostra carta d'identità. Ma non è così semplice. Per loro, tu potresti essere chiunque. Sei dunque obbligato a provare la veridicità di tutti i dati richiesti. Così nessuno, Stato compreso, conosce nulla di te, ma se devi anche solo cambiare l'indirizzo di residenza sul tuo documento, devi presentare a degli estranei impiegati il tuo contratto d'affitto, gli estratti conto della tua banca e le tue bollette. EVVIVA LA RISERVATEZZA!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-373680239657472672?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/373680239657472672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/11/la-privacy.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/373680239657472672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/373680239657472672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/11/la-privacy.html' title='la privacy'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-5330871210110027855</id><published>2010-10-20T15:05:00.000-07:00</published><updated>2010-10-20T15:16:59.775-07:00</updated><title type='text'>meglio star bene... e a volte neanche basta!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt; Bene. Pagare 500 dollari per 6 mesi di assicurazione sanitaria. Andare da uno specialista convenzionato, e scoprire di dover pagare subito i primi 500 dollari del conto. Fortuna che il resto, se c'é, lo pagherà l'assicurazione sanitaria stessa, che ovviamente hai già pagato. Infine ritrovarsi ad aver bisogno di un controllo al pronto soccorso. Quando arriva il conto, per posta, ritrovarsi una fattura di 257 dollari. Fortuna che ho l'assicurazione sanitaria: pagherà parte del conto, precisamente 12 dollari! Così, per un bicchierino di urina da analizzare, dovrò pagare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;solo&lt;/span&gt; 244 dollari e spiccioli. Ma che grande Paese! Che Paese all'avanguardia, a cui guardare a occhi sgranati e da cui prendere esempio!!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-5330871210110027855?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/5330871210110027855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/10/meglio-star-bene-e-volte-neanche-basta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/5330871210110027855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/5330871210110027855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/10/meglio-star-bene-e-volte-neanche-basta.html' title='meglio star bene... e a volte neanche basta!'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-134896048427497343</id><published>2010-05-21T12:20:00.000-07:00</published><updated>2010-05-21T12:51:47.244-07:00</updated><title type='text'>stiamo BENISSIMO!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giri su Facebook e trovi la Home Page piena di link divertenti, video di animali che fanno cose strane, fotografie di culi seminudi, pannelli a fondo nero con scritte fluorescenti dai contenuti banali. Accendi la televisione, ed ecco quattro oche starnazzanti sedute nel salottino, un paio di figurini asessuati che giocano ai padroni dell'arem, un gruppetto di galline spennate che si agitano nell'aia mostrando tette e quant'altro, ed un telegiornale in cui la notizia più seria avverte del raffreddamento del povero passerottino presidenziale. E se poi hai la cattiva idea di sfogliare un quotidiano, ti piovono addosso titoloni minatori e foto di automobili di lusso. Va tutto benissimo. Siamo tutti felici e spensierati. Che bello! &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come siamo fortunati!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ops, ma com'é che quella trasmissione in cui si parlava di temi d'attualità non è più in programmazione? E che fine ha fatto la giornalista bionda che leggeva le notizie ogni sera? E come mai nelle ultime due settimane, ogni volta che passo vicino la fabbrica qui dietro, vedo uomini e donne incatenati al cancello? E perché, nonostante l'economia vada bene e tutti stiano benissimo,  a fine mesi non ho più neppure un centesimo nel portafoglio?&lt;br /&gt;Continuiamo a dirci che siamo bravi, che stiamo bene, che non c'é nessun problema. Continuiamo a pensare che l'unica ombra nel paradiso terrestre in cui viviamo è  rappresentata dal fatto che il nostro favorito è stato eliminato da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Amici&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Quando chiedo a mio nonno " Nonno, ma tu dopo l'8 settembre cosa hai fatto?", lui mi risponde "Il partigiano". E mentre me lo dice, sorride, e gli brillano gli occhi. Anche a me. Ma i miei lo fanno perché pieni di lacrime. E allora, a quel punto, vorrei chiedergli "Ed è questa la libertà per cui hai rischiato la tua vita?". Eppure non lo faccio, perché so che, purtroppo, neanche lui capirebbe adesso... e allora resto in silenzio, con le mie lacrime mute che diventano sempre più amare. A volte, però, cadono giù; ma da sole; in silenzio. Perché ora, nel mio mondo, non c'é spazio per loro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-134896048427497343?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/134896048427497343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/05/stiamo-benissimo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/134896048427497343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/134896048427497343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/05/stiamo-benissimo.html' title='stiamo BENISSIMO!'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-3185271938906300622</id><published>2010-04-08T07:16:00.000-07:00</published><updated>2010-04-08T07:54:32.660-07:00</updated><title type='text'>a ciascuno la propria terra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vivere lontano; sapere che mentre tu stai dormendo, immerso nell'incoscenza dei tuoi sogni, i tuoi amici, i tuoi cari, le persone che hanno sempre fatto parte della tua vita, stanno vivendo senza di te: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;gelosia&lt;/span&gt;; e  verso sera, mentre all'imbrunire aspetti il ritorno di tuo marito, tutti gli altri dormono già: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;solitudine&lt;/span&gt;. Giorno dopo giorno costruisci la tua stroria, e sei felice. Eppure nel cuore continui a conservare come un tesoro prezioso la speranza di tornare a casa. Non adesso, magari neppure tra due o tre anni. Forse tra dieci? Chissà. C'è tutta una vita davanti, e mentre la si percorre, si aspetta di tornare a casa.&lt;br /&gt;In pochi lo sanno, eppure ci sono centinaia di persone anziane, che dopo aver trascorso tutta la propria lunga esistenza nei propri luoghi, sono state portate via. Hanno perso tutto in una notte di freddo e terrore. Non una foto, non un oggetto, che possa riportarli indietro ai giorni passati. Ma quello che è più triste, è che a loro viene tolto anche l'unico tesoro che avrebbero pututo conservare: la propria terra.&lt;br /&gt;Da un anno sono parcheggiati lì, in una serie di alberghetti in riva al mare.  Uomini e donne che forse il mare non l'avevano neppure mai visto! Abitutati, da sempre, al calore e la protezione delle vette delle montagne che li circondavano. Per loro il mare, con la sua grandezza, il suo fragore nelle notti invernali, la sua ariosità, fa paura. E mentre io, che al mare sono nata e cresciuta, leggo, passeggio, studio e vivo, cercando di non soffocare nel mezzo dei centinaia di chilometri di vallete in cui mi trovo,  cosa può fare una di quelle signora di ottant'anni nella situazione in cui l'anno messa? &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sola.&lt;/span&gt; Non può neppure cucinare! Come ci si aspetta che impegni le proprie giornate? Mi viene in mente solo una cosa... &lt;span style="font-style: italic;"&gt;aspettare di morire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-3185271938906300622?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/3185271938906300622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/04/ciascuno-la-propria-terra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/3185271938906300622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/3185271938906300622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/04/ciascuno-la-propria-terra.html' title='a ciascuno la propria terra'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-2250097408377864350</id><published>2010-04-01T07:24:00.000-07:00</published><updated>2010-04-01T07:46:36.356-07:00</updated><title type='text'>pupette e cavallini</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S7SxQ4yfMfI/AAAAAAAAAEU/7sXsnIi7yOY/s1600/P4020006.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S7SxQ4yfMfI/AAAAAAAAAEU/7sXsnIi7yOY/s200/P4020006.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455179952332681714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S7SxQkA5QJI/AAAAAAAAAEM/gwj969Skr5E/s1600/P4020005.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S7SxQkA5QJI/AAAAAAAAAEM/gwj969Skr5E/s200/P4020005.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455179946755965074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S7SxQWyymNI/AAAAAAAAAEE/McsZUyJSQMQ/s1600/P4020003.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S7SxQWyymNI/AAAAAAAAAEE/McsZUyJSQMQ/s200/P4020003.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455179943207147730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi è abruzzese, lo sa. Non è Pasqua se mancano due cose: pupe e/o cavalli, e i fiadoni. Ricordo che già da piccolaa il farli era un evento: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;oggi dalla nonna si fanno i fiadoni&lt;/span&gt;. E allora via, un'intera squadra a lavoro. Il tavolo usato per stendere e farcire, e il divano, sì &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il divano&lt;/span&gt;, pieno di teglie. Io e mio fratello abbiamo iniziato a collaborare spalmando il giallo dell'uovo per la doratura. Poi siamo passati alla manovella della macchinetta per stendere la pasta... e infine l'iniziazione: mi hanno insegnato a farli!!! Adesso li faccio anche a casa con mia mamma, ma la ricetta che uso è all'incirca la stessa: i fiadoni di mia zia sono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;troppo buoni&lt;/span&gt;. Dovrebbero darle il titolo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Regina dei Fiadoni.  Lunga vita a Sua Maestà Rosalia!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Qui, oltroceano, abbiamo rinunciato a farli; trovare pecorino e parmiggiano grattuggiati ci sarebbe costato un occhio della testa, e in quanto al rigatino... non saprei proprio come tradurlo! Però la tradizione è tradizione, e qualcosina la si deve pur fare. Così abbiamo deciso che almeno pupa e cavallo dovevamo averli. Dopotutto, un po' d'impasto dolce per biscotti lo si può fare anche qui! Così, questa mattina, ecco fatto. E devo dire, modestia a parte, che il risultato non è male. Per aver fatto tutto completamente a mano, col solo ausilio della memoria, sono venuti abbastanza bene, no? Almeno la pupa. Il cavallo... l'ho rimpastato due volte, ma meglio di così proprio non ho potuto... e infondo è sempre così, è la sua natura: un po' cavallo e un po' cane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-2250097408377864350?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/2250097408377864350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/04/pupette-e-cavallini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/2250097408377864350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/2250097408377864350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/04/pupette-e-cavallini.html' title='pupette e cavallini'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S7SxQ4yfMfI/AAAAAAAAAEU/7sXsnIi7yOY/s72-c/P4020006.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-4871158354178486514</id><published>2010-03-27T07:32:00.000-07:00</published><updated>2010-04-18T14:44:45.571-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vacanze'/><title type='text'>alla scoperta di Chicago... Giorno III</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S64oW0s8BVI/AAAAAAAAAD8/ySF1Um6zVys/s1600/P3200010.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S64oW0s8BVI/AAAAAAAAAD8/ySF1Um6zVys/s200/P3200010.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453340571361609042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S64oWeNBFGI/AAAAAAAAAD0/23M9HTanDTo/s1600/P3190008.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 112px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S64oWeNBFGI/AAAAAAAAAD0/23M9HTanDTo/s200/P3190008.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453340565322142818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo risveglio nella grande città. Non avendo un programma ben preciso, pensiamo di cambiare stile di colazione, per sperimentare qualcosa di un po' più americano. Ed è così che, quasi per gioco, facciamo di Lou Mitchell's (565 W Jackson Blvd) la nostra meta; dicono sia uno dei posti più famosi, tanto che spesso si è costretti ad aspettare in fila il proprio turno. Piccolo problemino: si trova praticamente dall'altro lato del loop rispetto al nostro hotel, leggermente più ad ovest della stazione in cui siamo arrivati due giorni fa! Ma cosa sono, per due esperti camminatori come noi, quattro passi a stomaco vuoto?!? Così oltrepassiamo il Chicago River e iniziamo a costeggiarlo. Il nostro coraggio sembra subito ricompensato. Alcuni operai stanno oliando le giunture di uno dei tanti ponti mobili di Chicago, mentre sotto di loro un traghetto turistico è in sosta, con sopra un uomo al microfono che descrive l'architettura urbana, e non mancano neppure quattro lavavetri che, sospesi a mezzaria, lustrano scrupolosamente la facciata di un grattacielo. Ma lo sapete che gli schizzi di acqua e sapone arrivano sulla strada ad una distanza impressionante?? In un primo momento pensavamo stesse iniziando a piovere!&lt;br /&gt;Dopo una piacevole passeggiata durata circa un'ora, eccoci arrivati. Siamo fortunati: non dovremo aspettare. Il locale è grande e molto "americano"; tra bancone, tavolata comune e tavoli singoli addossati al muro, scegliamo questi ultimi - ma solo perché così pensiamo di poter stare più a lungo. Ogni coppia di posti ha la sua fiaschetta di sciroppo d'acero, una coppa di marmellata all'arancia ed una di gelatina alla ciliegia. Immediatamente arriva la tazzona di caffé, che verrà poi riempita gratuitamente ogni volta che sarà necessario. Decisi ad osare, ma non troppo, ordiniamo una porzione di tre Pancake ed una di Waffle, che ci vengono recapitati con circa una decina di monoporzioni di burro. Inutile dire che, per riuscire a finire tutto, abbiamo dovuto impegnare tutta la nostra buona volontà...  Però ne è valsa la pena! Ah, volete sapere cosa mangiavano gli americani? I più avevano una padellina con dentro uova, o omelette, con due salsicce arrosto, oppure pancake o waffle accompagnati da bacon profumatissimo... oppure tutte queste cose messe insieme! E non state ad immaginare che fossero chissà quali obesi ragazzotti perdigiorno; parlo di bambini, anziani, giovani e piancenti trentenni accompagnate da uomini di mezza età in giacca e cravatta.&lt;br /&gt;Con lo stomaco stracolmo ripercorriamo in tutta tranquillità le vie del loop.  Ci fermiamo per qualche minuto nel Daley Center Plaza, dove in un angolo si eregge l'enigmatica scultura di Picasso. Eppure l'intrattenimento maggiore risulta un altro: impiegati di entrambi i sessi spendono la pausa pranzo seduti al sole, seguendo una partita di basket proiettata sul palazzo al di là della strada! Dopo un paio di foto, e qualche risatina, proseguiamo. Questa volta siamo proprio in america: giovani dipendenti che si dirigono velocemente al fast food dietro l'angolo, uomini d'affari col caffé in mano, e persino la classica scena della donna che esce dal "supermercato" con lenormi sacchetti di carta tra le braccia gridando &lt;span style="font-style: italic;"&gt;TAXI!!!&lt;/span&gt; .&lt;br /&gt;Tornati a nord, spendiamo il pomeriggio al Navy Pier, centro essenzialmente turistico che si protunde sul lago. Locali, strade per il passeggio pedonale, ormeggio di traghetti turistici e navi- ristorante, e piccolo parco giochi con tanto di ruota panoramica e casa degli specchi. A dire il vero, sarà per la stanchezza che inizia a farsi sentire, ma questo posto tanto famoso,  a parte la vista meravigliosa che offre della città,  non ci entusiasma poi molto!&lt;br /&gt;Quando scende la sera, Chicago si illumina ed è una vero spettacolo! Intanto, agli angoli delle strade qualcuno suona il sassofono cercando di racimolare qualche dollaro. Noi ci inoltriamo nella zona dei locali costosi, in cerca di un posto per noi abbordabile dove mangiare qualcosa, e magari ascoltare un po' di musica. Scartati i ristorantini di pesce dall'aria pretenziosa, davanti ai quali vediamo persino una Ferrari parcheggiata (dall'insolito colore verde bottiglia?!?), scegliamo un piccolo e buio pub, senza tavolini all'aperto. All'interno non è male: pareti rosse e luci soffuse, lo spazio è quasi interamente occupato da un ampio bancone circolare. Seduti su due sgabelli attorno ad un alto tavolino scopriamo che Jilly's (1007 N Rush Street) era il bistrò preferito di Frank Sinatra. Dopo aver mangiato un enorme humburger con patatine - niente male davvero! - ordiniamo un margaritas per due. Intanto il locale si è riempito. Un'elegante signora sulla settantina sorseggia un bicchiere di vino bianco seduta al bancone, accanto a lei una ragazza un po' troppo rotandetta chiacchiera allegramente con uno sconosciuto dalla camminata incerta, mentre una coppia di amanti di mezza età, lei dal viso in plastica e i capelli biondissimi, si baciano o parlano ma senza mai un sorriso. Qua e là gruppi di uomini sulla cinquantina, con bicchiere in mano e le facce rilassate. In un angolo un omone senza capelli canta brani jazz accompagnandosi con la tastiera. Ogni tanto, qualcuno invita la signora per un ballo, allora lei si alza, e si muove con un'eleganza che fa quasi invidia; alla fine applaude e torna a sedersi da sola. Un po' di Chicago, insomma, per una seratina tranquilla e piacevole. Ma se siete davvero amanti del jazz, e passate da quelle parti, nel locale accanto suonano gruppi dal vivo, però dovete scusarmi: non ho segnato il nome!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-4871158354178486514?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/4871158354178486514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/03/alla-scoperta-di-chicago-giorno-iii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/4871158354178486514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/4871158354178486514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/03/alla-scoperta-di-chicago-giorno-iii.html' title='alla scoperta di Chicago... Giorno III'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S64oW0s8BVI/AAAAAAAAAD8/ySF1Um6zVys/s72-c/P3200010.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-2624900403419087087</id><published>2010-03-21T11:57:00.000-07:00</published><updated>2010-03-21T13:10:30.311-07:00</updated><title type='text'>alla scoperta di Chicago... Giorno II</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S6Z9JRqqGZI/AAAAAAAAADk/7FXfg-h2xO4/s1600-h/P3190005.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S6Z9JRqqGZI/AAAAAAAAADk/7FXfg-h2xO4/s200/P3190005.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451181997293181330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S6Z9JB7IWiI/AAAAAAAAADc/6IPbDJBKrYw/s1600-h/P3180009.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 112px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S6Z9JB7IWiI/AAAAAAAAADc/6IPbDJBKrYw/s200/P3180009.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451181993067305506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo una bella dormita siamo pronti per una nuova avventura. Zaino in spalla e barilotto di caffé in mano, lasciamo l'albergo alla ricerca di un posto per fare colazione. Per questa volta ci rifugiamo nel colorato Dunkin Donuts dietro l'angolo, uno dei locali della famosa catena americana. Seduti attorno ad un tavolinetto giallo, mangiamo ciambelle glassate progettando l'itinerario odierno; intanto una fila ordinata di persone d'ogni tipo ed età si snoda davanti al bancone.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La giornata sembra promettere bene: nonostante sia solo marzo, e la fama della Città del Vento per le sue temperature non troppo ospitali, le condizioni sono tali da spingerci ad affacciarci sul lago. Qui, attraversato un sottopassaggio, scopriamo un lungolago pedonale e ciclabile, rispettabilmente popolato: sembra che in molti abbiano deciso di approfittare di questo bello scorcio di primavera! Il sole brilla alto nel cielo azzurro, infuocando le acque calde del lago incoronato dalle vette dei grattacieli. Passeggiando verso nord - nel frattempo approfittiamo per scattare ancora qualche foto - raggiungiamo Lincoln Park, dove vialetti e ponticelli si snodano tra piccoli laghetti e aiuole alberate, popolate di gabbiani e scoiattoli: compagnia originale, no? Se chiudiamo gli occhi riusciamo quasi ad immaginare lo splendido spettacolo che si può osservare nei mesi più caldi... Ma ecco che una musica da giostra inglese, portate dal fresco venticello lacustre, cattura la nostra attenzione. Poco più in là, scopriamo un piccolo zoo gratuitamente aperto al pubblico, dove bimbi d'ogni età si lasciano affascinare dalla vista di un leone un po' troppo dormiglione, e qualche scimmietta dispettosa. Non mancano, ovviamente, un bar con tavolini all'aperto e un piccolo chiosco dove acquistare pop corn! E per chi preferisse la flora alla fauna, una serra a più stanze offre un piacevole spettacolo visivo ed olfattivo.&lt;br /&gt;Lasciato il parco, ci allontaniamo dal lago spostandoci in direzione nord-ovest, inoltrandoci in una zona dalle abitazioni basse e colorate, molto simile a quelle di Londra. La nostra meta? Il Biograph Theater, davanti al quale, nel luglio del 1934 fu ucciso John Dillinger, rapinatore di banche considerato dall'FBI "nemico pubblico n.1". In realtà, Chicago sembra ansiosa di dimenticare il suo celebre passato di città culla dei criminali, per cui non è una gran sorpresa trovare che un posto così celebre non sia affatto celebrato! Ma se qualcuno di voi, come noi, è ammiratore dell'attore Johnny Depp, potrebbe essere interessato a provare l'emozione di calpestare lo stesso quadrato di cemento su cui egli ha finto di morire. In tal caso, due porte più in là, noterete un piccolo ed anonimo locale, chiamato Vini's Pizza (2429 N Lincoln Ave): la pizza non è male, e mentre pagate potete ammirare uno foto incorniciata con tanto di autografo del vostro idolo.&lt;br /&gt;Le nostre gambe, a questo punto, hanno iniziato ad avvertire un po' di stanchezza, così abbiamo deciso di usufruire della metropolitana di superficie. Ma ogni esperienza sembra regalare una bella sorpresa: il mezzo di trasporto non sarà forse dei più efficienti, ma aggirandosi per il centro città sospeso tra un grattacielo e l'altro offre una vista da giro turistico!&lt;br /&gt;Per chiudere ceniamo con la famosa pizza &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chicago stile&lt;/span&gt;. L'originale può essere gustata nel locale che la inventò nel lontano 1943, Pizzeria Uno; se l'attesa è troppo lunga basta percorrere pochi metri fino a Pizzeria Due. L'ambiente è da film americano, con tavoli piccoli e tovaglie a quadri, e non manca neppure chi decide di mangiare sul bancone. La pizza certo non posso descriverla... no, non posso! Però, non è male... sempre che la si riesca a finire!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-2624900403419087087?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/2624900403419087087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/03/alla-scoperta-di-chicago-giorno-ii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/2624900403419087087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/2624900403419087087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/03/alla-scoperta-di-chicago-giorno-ii.html' title='alla scoperta di Chicago... Giorno II'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S6Z9JRqqGZI/AAAAAAAAADk/7FXfg-h2xO4/s72-c/P3190005.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-8850180533628921625</id><published>2010-03-20T14:49:00.000-07:00</published><updated>2010-03-20T15:57:48.863-07:00</updated><title type='text'>alla scoperta di Chicago... Giorno I</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S6VSvep2oNI/AAAAAAAAADU/2cayfXrSqQ4/s1600-h/P3180005.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S6VSvep2oNI/AAAAAAAAADU/2cayfXrSqQ4/s200/P3180005.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5450853899637792978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S6VSuw7yrwI/AAAAAAAAADM/9LfcONOWMAA/s1600-h/P3180013.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S6VSuw7yrwI/AAAAAAAAADM/9LfcONOWMAA/s200/P3180013.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5450853887365000962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S6VRtJD1UCI/AAAAAAAAAC0/ZNG5WOXfTDA/s1600-h/P3170016.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S6VRtJD1UCI/AAAAAAAAAC0/ZNG5WOXfTDA/s200/P3170016.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5450852759969812514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccoci qui. La primavera è alle porte, e noi lasciamo la piccola cittadina in cui abitiamo per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la&lt;/span&gt; città americana per eccellenza... Signori e signori, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;spring break&lt;/span&gt; a Chicago! Ed ecco a voi la città dei grattaceli che si rispecchiano nel grande Lago Michigan, dei locali in cui ascoltare jazz e blues, regno dei più famosi gangsters della storia.&lt;br /&gt;Il pullman di linea proveniente da Indianapolis ci lascia presso la Union Station of Chicago, in una strada che divide i palazzi dai grandi grattacieli. Girato l'angolo, e oltrepassata la linea ferroviaria... ci troviamo davanti, o meglio sotto, la Willis Tower, meglio conosciuta col suo vecchio nome di Sears Tower, attualmente grattacielo più alto degli Stati Uniti e terzo al mondo. Come inizio, non c'è male! Un giro attorno, qualche scatto, e via. Con lo sguardo costantemente diretto verso l'alto, ci aggiriamo per le strade del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;loop&lt;/span&gt;, dove i raggi del sole si riflettono sulle lucenti superfici dei grattacieli. Intanto, sui marciapiedi, americani che vanno e che vengono, uomini e donne d'affari che corrono alla ricerca di un panino e un bicchierone di caffé per il pranzo. Qualcuno si ferma e compra il giornale: qui le tipiche cassette  per la vendita autogestita dei quotidiani sono vuote, perché molti poveri, generalmente afroamericani, prelevano tutte le copie per poi rivenderle. Anche così si può sopravvivere.&lt;br /&gt;In meno di un'ora siamo già a Millennium Park, dove i grattacieli si riflettono sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bean&lt;/span&gt;, una sorta di confetto ultra-riflettente la cui curvatura distorce le immaggini dilatando o accorciando le distanze, creando curiosi giochi d'immagine che tutti si devertono a fotografare. Ognuno inventa una nuova posizione, prova un nuovo effetto, tutti affollandosi attorno all'opera... A voi la scelta!&lt;br /&gt;Lasciato Millennium Park, con le sue fontane digitali, le nuove sculture internazionali e tutto il complicato apparato architettonico deputato a proteggere l'anfiteatro dai rumori stradali - sì, perché Chicago ha starde ad alta velocità che spuntano nei punti più assurdi - ci incamminiamo verso il fiume, oltre il quale si trova il nostro albergo.&lt;br /&gt;Dopo una doccia e un po' di riposo, eccoci di nuovo in marcia. Questa volta con passo misurato e andatura ricercata... siamo alla scoperta del&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Magnificent Mile&lt;/span&gt;, ovvero quella che potremmo definire la Via dei Condotti dei Grandi Laghi. Prada, Guess, Burberry, Gucci  Victoria's Secret e quant'altro; ma anche Disney Store con un paperino gigante sospeso in aria e un negozio di cioccolato con tanto di mega-distributore spettacolare, che scende dal soffitto. Tutto "all'ombra" dei grattacieli. Proseguiamo fino ad arrivare alla Water Tower, che spunta all'improvviso nel mezzo della strada, e tra tanta grandezza risulta quasi invisibile. Subito dietro, il John Hancock Center, valida alternativa alla Willis Tower se si vuole ammirare il panorama: al piano 94 potete scegliere tra ristorante e bar. Un piccolo "segreto": la vista migliore la si può godere dal bagno delle donne, dove le porte si affacciano su una parete a vetro che domina tutta la Chicago che conta... Spiacente per i maschietti!!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-8850180533628921625?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/8850180533628921625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/03/alla-scoperta-di-chicago-giorno-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/8850180533628921625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/8850180533628921625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/03/alla-scoperta-di-chicago-giorno-i.html' title='alla scoperta di Chicago... Giorno I'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/S6VSvep2oNI/AAAAAAAAADU/2cayfXrSqQ4/s72-c/P3180005.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-8320440230827347622</id><published>2010-01-21T16:01:00.000-08:00</published><updated>2010-01-21T16:28:22.756-08:00</updated><title type='text'>pensieri di un giorno di pioggia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Edorasiamoindue. E' così, anche se non lo dici, anche se apparentemente parli d'altro. Perché se si è in due lo si è sempre, e si è in due anche quando l'altro è lontano. Perché ogni cosa è di tutti e due, e il respiro di uno diventa quello di entrambi. Perché è qualcosa che hai dentro, e non devi neppure chiedere, o cercare... ma solo accettare. Allora ti accorgi che non devi aver paura di nulla, neppure delle cose più grandi, quelle che non avresti mai pensato di poter affrontare; che se anche dovessi scivolare, ci sarà sempre l'altro a cui aggrapparti, pronto per aiutarti a rialzarti. E sai che non sarai mai solo, anche quando tutti sembrano essersi dimenticati di te, o sono troppo impegnati per accorgersi di una tua lacrima, o anche solo di un dolce sorriso che t'illumina gli occhi. O quando è l'unico tra tutti a leggere quello che scrivi, per vedere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;come&lt;/span&gt; scrivi quello che in realtà sa già.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-8320440230827347622?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/8320440230827347622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/01/pensieri-di-un-giorno-di-pioggia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/8320440230827347622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/8320440230827347622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/01/pensieri-di-un-giorno-di-pioggia.html' title='pensieri di un giorno di pioggia'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-7815159849078806926</id><published>2010-01-11T14:57:00.000-08:00</published><updated>2010-01-11T15:20:12.778-08:00</updated><title type='text'>ritorno a casa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da dove si inizia per raccontare una storia lunga un mese? Una storia fatta di tante storie... Come dire di quando, dopo quattro mesi, scendi una ventina di gradini e ti ritrovi a qualche metro da una navetta aeroportuale un po' vecchia e un po' trasandata, mentre tutt'intorno a te i telefoni cellulari iniziano a squillare, e si alza uno scoordinato cora di "pronto"?. E' allora che sai che sei tornato a casa.&lt;br /&gt;E' quando sei stanco e intontito da venti ore di viaggio e una notte praticamente insonne, e aspetti da ormai venti minuti che il tuo bagaglio compaia magicamente sul nastro trasportatore, e il tuo orologio ti comunica che hai ormai ufficialmente perso la coincidenza per la tua città. E mentre l'edicolante, finalmente, con estrema calma, ti dà il biglietto che stai acquistando, vedi il tuo treno che va via, hai la conferma che davvero sei tornato. E allora per un istante, ma solo un istante, ti chiedi se sia davvero così importante.&lt;br /&gt;Sono i tetti disconnessi e irregolari della tua città a risponderti, le strade che mille volte hai percorso a piedi, sotto l'acqua o nel caldo estivo, le insegne dei negozi che leggevi ogni mattina mentre andavi a scuola. Sei lì, con quegli occhi stanchi che divorano tutto, ansiosi e timorosi di scoprire cosa sia cambiato. Poi scendi dal pullman e ti ritrovi tra la gente: persone che vedi per la prima volta, ma dai volti etremamente familiari, che parlano la tua lingua, con quella stessa cadenza che ti accende il cuore. E' proprio in quel momento che sai che niente potrà portarti via davvero.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-7815159849078806926?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/7815159849078806926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/01/ritorno-casa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/7815159849078806926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/7815159849078806926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2010/01/ritorno-casa.html' title='ritorno a casa'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-8127783029401372393</id><published>2009-12-07T07:28:00.000-08:00</published><updated>2009-12-07T08:04:45.349-08:00</updated><title type='text'>cervelli sotto zero</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ah, l'America! E' proprio quando credi di aver visto ormai tutto, che scopri qualcosa di nuovo e straordinariamente... &lt;span style="font-style: italic;"&gt;allucinante!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quanti film o telefilm, uno fra tutti Desperate Houswives, uno degli ultimi episodi della seconda serie, avrete sentito parlare di confraternite? Di solito sono due uomini di mezza età che si incontrano e scoprono di aver fatto la stessa università, e di essere stati nella stessa confraternita, e allora ne scaturisce un clima di cameratismo che permette ai due di superare anche il più insormontabile dei problemi. Ma di che si tratta? Ogni volta rimaniamo un po' straniti, senza capire granché.&lt;br /&gt;Nella piccola città universitaria in cui viviamo ci sono forse una cinquantina tra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fraternity &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sorority&lt;/span&gt;, ognuna contraddistinta da una o due lettere greche, probabilmente iniziali di un motto estremamente stupido. Gli appartenenti ad una fraternity, tutti di sesso maschile, mentre come le sorority sono ovviamente l'equivalente femminile, vivono nella stessa &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fraternity house&lt;/span&gt;, una sorta di villa pacchiana in stile pressoché grecizzante. E se timpani e colonne non fossero abbastanza per riconoscere questi edifici, certamente verrebbero in aiuto le pitture sui marciapiedi e gli enormi striscioni che spesso ricoprono fino a metà della facciata. Cosa fanno i confratelli e le consorelle? Questo non lo abbiamo ancora capito. Guardando da fuori, sembrerebbero gruppi di persone accomunati dall'interesse per lo stesso tipo di stupidaggini, che vivono insieme sotto la protezione di una sorta di mamma colletiva - evitando così la magra solitudine di una vita completamente autonoma. Chi ne fa parte, parla invece di una comunione di interessi sociali ed umanitari. Secondo la loro versione le feste sarebbero ufficialmente vietate... chissà allora chi sono quei ragazzi che ballano suo loro muretti sulle "note" di musiche da discoteca udibili fino alla città vicina? Ma la verità sta sempre nel mezzo, come suol dirsi!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E arriviamo a ieri. Cielo grigio, 5 del pomeriggio e 0°C, file di venti o tranta ragazze in attesa  nel vialetto di ciascuna sorority, mentre una o due membre si agitano davanti il portone incitandole... Pazzia? No: è la settimana del reclutamento. Le ragazze del primo anno vengono ricevute ed intervistate, e le più fortunate saranno ammesse nella sorority a partire dall'anno successivo. Io, da parte mia, pensavo che dovessero superare qualche prova, tipo bere 2 litri di birra, fare la doccia gelata, o qualche altra cosa del genere. Invece solo un intervista; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dicono&lt;/span&gt;. Ma una dovrebbe aspettare fuori al gelo, in fila, per chissà quanto, solo per essere forse ammessa in un gruppo di cretine contraddistinte da un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pi greco&lt;/span&gt; e una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;delta&lt;/span&gt;? Ma per favore! E appena finito il colloquio da una parte, di corsa ci si sposta verso un'altra house, e lì di nuovo in fila, ad aspettare, mentre i piedi ti vanno in cancrena.&lt;br /&gt;Eppure, sapete qual è stata la cosa più assurda? Vedere che l'università aveva organizzato un servizio autobus specile apposta per l'evento. Cose d'oltroceano!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-8127783029401372393?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/8127783029401372393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/12/cervelli-sotto-zero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/8127783029401372393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/8127783029401372393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/12/cervelli-sotto-zero.html' title='cervelli sotto zero'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-1395285854728240056</id><published>2009-12-06T08:15:00.000-08:00</published><updated>2009-12-06T12:19:46.216-08:00</updated><title type='text'>Matrimonio anni 80</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SxwRpjgz6lI/AAAAAAAAACs/dj_3k7xEQZg/s1600-h/DSCN0671.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SxwRpjgz6lI/AAAAAAAAACs/dj_3k7xEQZg/s400/DSCN0671.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5412220257797663314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Venerdì sera e siamo in un pub con degli amici. Seduti attorno ad un tavolo, in una stanza un po' troppo affollata e un po' troppo rumorosa, dove le persone cercano disperatamente di gridare più forte dello stereo. Dietro gli schienali delle nostre sedie sono stipati giacconi, sciarpe ed ombrelli ancora bagnati. Nell'impossibilità di seguire il discorso di chi siede anche solo a cinquanta centimetri da me, mi guardo intorno, contantdo il numero di volte che un cameriere, sempre lo stesso, fa cadere il cartello qui vicino: lo fa esattamente ogni volta che passa, come se ogni volta fosse all'oscuro del fatto che sia lì. Infondo, le due qualità positive di questo posto sono le chicken fingers e il fatto che ti rimettono la Coca Cola gratis nel bicchiere tutte le volte che vuoi, cosa che in realtà fanno quasi ovunque qui. Eppure, proprio quando penso di non farcela davvero più, ecco che accade qualcosa. Tra la folla scura inizio a distinguere dei colori brillanti. Allungo il collo per un po', poi con un sorriso birichino negli occhi dico a mio marito di guardare dietro di sé... Fuori piove, c'é un vento che potrei sicuramente definire freddino, e in questo locale, pieno di gente vestita in modo relativamente normale, un venerdì sera qualunque, compare magicamente una ragazza con un vestitino a bretelline di un arancione sflashato. La curiosità ci spinge a guardare meglio, e piano piano scopriamo un gruppetto di forse dieci ragazze, tutte con fiocchi, collane, orecchini... Per noi è semplicemente incredibile. Era in programma una gara per il look più assurdo e noi non lo sapevamo? Se ci fossero le ragazze di via Dei Condotti, o quelle di via Montenapoleone, si strapperebbero le parrucche! Invece noi, squadra vincente, prepariamo un piano perfetto. Siamo italiani, ovviamente, ed io, giovane stilista, sono letteralmente impazzita per quel vestitino arancione... &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sarebbe possibile fare una foto? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma certo!!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; Così, con somma serietà, scopriamo che si tratta di una serata tra amiche con tema "matrimonio in stile anni 80". &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Insomma, i vostri due supereroi sono riuscite ad ottenere una foto tutta per voi!! Ma ora resta una domanda, inquietante: ma sui tanti album di matrimonio dei vostri genitori, o dei vostri zii, o magari i vostri... avete mai visto qualcuno conciato così???&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-1395285854728240056?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/1395285854728240056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/12/matrimonio-anni-80.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/1395285854728240056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/1395285854728240056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/12/matrimonio-anni-80.html' title='Matrimonio anni 80'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SxwRpjgz6lI/AAAAAAAAACs/dj_3k7xEQZg/s72-c/DSCN0671.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-4083951233119723705</id><published>2009-11-28T08:04:00.000-08:00</published><updated>2009-11-28T09:53:29.134-08:00</updated><title type='text'>Thanksgiving</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed ecco raggiunto, consumato e superato uno tra i più importanti appuntamenti annuali americani: Thanksgiving. Chi non ha mai, neppure una volta, sentito parlare della Festa del Ringaziameto, in un film, stupido o impegnato, telefilm, o leggendone in un romanzo di qualsiasi genere? L'esistenza di questa vitale riunione famigliare attorno ad un tacchino cucinato a dovere ci confonde le idee, riproponendoci da anni da solita domanda. CHE COS'E' IL RINGRAZIAMENTO? In &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Willy, il Principe di Bel Air &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;la mamma di Willy e le altre due sorelle raggiungono la casa del serioso zio Phil, e dopo i primi minuti iniziano inevitabilmente a discutere su chi di loro sia la miglior cuoca; risultato: ognuna vuole preparare un suo tacchino. Nel frattempo la viziata Ilary finisce in una mensa per senzatetto a sporzionare pasti caldi a base del famoso pennuto. Una cosa, dunque, la sappiamo: qualsiasi cosa sia, questa festa si svolge d'inverno. Qualche volta ho persino pensato che potesse trattarsi del Natale, ma poi ho dovuto abbandonare l'idea, dal momento che non ci sono lo scambio dei regali e gli alberi enormi, che fanno invece capolino nei due milioni e mezzo di film natalizi made in USA.&lt;br /&gt;Thanksgiving cade ogni anno nell'ultimo giovedì del mese di Novembre, ed è un giorno di festa nazionale, dunque uffici, scuole ecc sono chiusi. E' molto importante consumare la cena con le persone della propria famiglia, generalmente intesa in senso patriarcale: sono dunque intensificati i voli per facilitare gli spostamenti da un lato all'altro di questo Paese smisurato. Tutto deve essere perfetto, seguire esattamente i dettami della tradizione, e dal momento che tutti mangeranno le stesse cose, è bene acquistare tutto il necessario almeno una settimana prima, in modo da non rimanere sprovvisti di nulla. Così arriva la mattina del giorno X, con un enorme tacchino già lavato per benino e tante cose da preparare. Intanto, siccome qui ogni scusa è buona per fare una parata, verso mezzogiorno le strade si riempono di bimbi vestiti in stile seicentesco, epoca in cui è nata la tradizione. E per chi non può uscire di casa, basta seguire  in TV uno degli eventi principali. Intanto si prepara e si aspettano le 5, orario d'inizio della cena (in realtà in molte case si inizia anche prima). Bhe, inutile ripetere qual è il piatto principale; ma riguardo al resto? Sapete cosa non può proprio mancare? Salsa di mirtilli - sì sì, avete capito bene: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;salsa di mirtilli&lt;/span&gt; - da mangiare insieme alla carne, come condimento. Mush potatoes, nient'altro che purea di patate. Sweet potatoes - che in alcuni supermercati italiani chiamano stupidamente "patate americane", neanche tutti gli altri tipi venissero dall'Africa! - cucinate nei modi più svariati, a seconda dei gusti, in alcuni casi persino con aggiunta di marshmallow. Green beans, ossia fagiolini cucinati con salse, cipolle e cose varie. E, ultimo della lista, lo stuffing, ossia quello che letteralmente è il ripieno del tacchino. Qui, dipende molto dalle selte personali: pane, carne, pane e carne, pane di mais, per ognuno la sua ricetta. A fine cottura - 8 lunghe ore - la saporita poltiglia viene estratta e servita in ciotola da portata. Dulcis in fundo, non mancano i dessert: pumpkin pie, con crema di zucca affogata in mezza tonnellata di cannella; blueberry pie; sweet potato pie, tra tutti il piatto preferito di Barack Obama!&lt;br /&gt;Quest'anno anche noi abbiamo fatto Thanksgiving, invitati da una vera famiglia americana. All'inizio abbiamo preso poco di ogni cosa, evitando di sovraccaricare il nostro piatto con qualcosa che avremmo potuto scoprire disgustoso; invece ci siamo dovuti ricredere: persino la salsa di mirtilli abinata alla carne era più che accettabile! Il tutto, per nostra fortuna, condito da simptia e cordialità dei padroni di casa. Non essendo noi americani, però, ci siamo risparmiati la partita di football in TV a fine serata!&lt;br /&gt;Ops... ora sapete tutto, tranne il significato della festa... In realtà quello che so io è che ha a che fare con una cena che avevano condiviso i celeberrimi padri pellegrini e i malcapitati pellerossa, ma credo in reltà non siano in molti a saperne di più!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-4083951233119723705?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/4083951233119723705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/thanksgiving.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/4083951233119723705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/4083951233119723705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/thanksgiving.html' title='Thanksgiving'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-376116764291765367</id><published>2009-11-19T18:42:00.000-08:00</published><updated>2009-11-19T19:17:28.070-08:00</updated><title type='text'>Keep breathing guys!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E pensare che ho sempre odiato quei filmati per la ginnastica in casa, dove ci sono tre o quattro istruttori super-atletici e vestiti come i modelli per un servizio di articoli sportivi, che saltano come molle incitandoti a dare il meglio di te, dicendoti che puoi farcela... Basta iscriversi ad una palestra americana e partecipare ad una delle tante lezioni di step, kiboxing o cardio, che dopo aver sperimentato ho scoperto essere la nostra famosa aerobica. Entri in una stanza enorme, dal pavimento in legno tirato a lucido, e ti trovi un posticino tra la folla di ragazze, e qualche ragazzo, in attesa dell'inizio della lezione, tutti più o meno intenti in un rigorosissimo stratching preliminare. Musica da discoteca a volume semi-assordante. Allo scoccar dell'ora ecco che compare la Shannon, la Niki o la Kayla di turno, con il microfono appeso alle orecchie e si presenta a tutti e introduce il nome della lezione. Pronti; si comincia. Dopo un paio di minuti è già chiaro lo stile, e prima di metà lezione ti convinci che forse stai sognando, finito in uno di quei filmati delle videocassette. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A few more!... Almost done!... Good job guys! &lt;/span&gt;E giù a battersi le mani tutti insieme. E se non hai voglia di sentirti profondamente ridicolo per la quarta volta in mezz'ora, meglio che te ne faccia una ragione. Eh sì, perché se il clamore non è sufficiente, il rito viene ripetuto, e l'applauso va persino accompagnato dai famosi versi incomprensibile che si sentono in sottofondo di qualsiasi show americano che si rispetti. E allora coraggio: atletici, pimpanti, espressione entusiasta. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I said left, left, LEFT!... &lt;/span&gt; Prima di finire, una bella sezione di rafforzamento braccia ed addominali, con tanto di mega-pallone colorato da usare per degli esercizi un po' diversi dai nostri classici italiani. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Up, and down, up, and down, up, and down! &lt;/span&gt;E proprio quando senti che non ce la fai più, è allora che si inizia a contare tutti insieme. Ed è meglio spendere l'ultimo granello d'energia rimasta per contribuire al coro, perché anche qui, se il volume è troppo basso la performance si ripete. Ma, mi raccomando sempre una cosa: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;keep breathing guys!&lt;/span&gt;  (e meno male che c'è lei a ricordarcelo!)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-376116764291765367?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/376116764291765367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/keep-breathing-guys.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/376116764291765367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/376116764291765367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/keep-breathing-guys.html' title='Keep breathing guys!'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-625446884890552731</id><published>2009-11-16T07:42:00.000-08:00</published><updated>2009-11-17T17:55:07.876-08:00</updated><title type='text'>da Halloween a Natale, in superdirettissima, ma passando per Thanksgiving</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SwNT72qvUvI/AAAAAAAAACc/6wkbWOPURaY/s1600/Immag010.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SwNT72qvUvI/AAAAAAAAACc/6wkbWOPURaY/s200/Immag010.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405256265526891250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SwNT1E7NbFI/AAAAAAAAACU/bp-fM9VttRI/s1600/Immag011.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SwNT1E7NbFI/AAAAAAAAACU/bp-fM9VttRI/s200/Immag011.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405256149094984786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SwF4yTrHcEI/AAAAAAAAACM/of6Q2SATwco/s1600/PA020058.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SwF4yTrHcEI/AAAAAAAAACM/of6Q2SATwco/s200/PA020058.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404733833491214402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SwF4oCJkC0I/AAAAAAAAACE/x47-qCVzlfo/s1600/PA020057.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SwF4oCJkC0I/AAAAAAAAACE/x47-qCVzlfo/s200/PA020057.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404733656988388162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco qui. Halloween non ha neppure fatto in tempo a finire, che l'America si è già preparata per Thanksgiving e Natale! Già dalla scorsa settimana nella zona frigoriferi del supermercato sono apparsi enormi vasconi refrigerati pieni di tacchini di varie misure. In una delle corsie vicine alle casse, invece, le varie candele, caramelle e quant'altro di colore arancione sono state sostituite da centinaia di scatole di zuccherosissimi candycanes, palline enormi rosse ed oro, fili di luci da esterno, renne luminose, pupazzi di neve luminosi, ghirlande della dimensione di un salvagente per adulti... Mentre nel reparto gastronomia fioriscono come funghi i panchetti degli assaggi, in caso qualcuno non sia un ottimo cuoco, ma non voglia comunque rinunciare ad una cena tradizionale consumata a casa. Tacchini al forno, miscugli di grano e verdure, salse dagli odori ambigui, salmone... Noi abbiamo provato un po' di tutto - per completezza d'informazione, ovviamente. E non poteva certo mancare il famosissimo proscitto cotto al miele, co-protagonista di tutti i film natalizi americani che si rispettino! Abbiamo assaggiato anche quello, naturalmente, ma non possiamo dire di aver capito che sapore abbia... forse perché i tocchetti erano preparati e serviti dallo stesso ragazzo che preparava e serviva tocchetti di salmone affumicato? Forse. D'altro canto alcuni anni fa ci è capitato di dover buttare uno strofinaccio da cucina contaminato da tale pietanza radioattiva. Lavato tre o quattro volte, con i più svariati titpi di detersivo, una volta ascitto tornava come prima: puzzolente come una vaschetta di pesce dimenticata in frigorifero.&lt;br /&gt;Ma la cosa più spettacolare, dobbiamo proprio dirlo, è la fontana del vino caldo. A berlo rischi quasi la vita, tra la puzza d'aceto e il sapore di sciroppo andato a male, ma in quanto a scena! Eh sì, bisogna proprio riconoscere che qui, quando fanno le cose, non badano certo a spese!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-625446884890552731?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/625446884890552731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/da-halloween-natale-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/625446884890552731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/625446884890552731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/da-halloween-natale-in.html' title='da Halloween a Natale, in superdirettissima, ma passando per Thanksgiving'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SwNT72qvUvI/AAAAAAAAACc/6wkbWOPURaY/s72-c/Immag010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-3387239758583214016</id><published>2009-11-11T16:10:00.000-08:00</published><updated>2009-11-11T16:33:37.040-08:00</updated><title type='text'>una storia...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SvtX2sq750I/AAAAAAAAAB8/03MXrCSOFVc/s1600-h/Immagine+010.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SvtX2sq750I/AAAAAAAAAB8/03MXrCSOFVc/s200/Immagine+010.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403008775176841026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A volte accadono delle cose strane. Ad esempio, un giorno una giovane coppia prende appuntamento per visionare un casa in affitto, ritrovandosi invece a confrontarsi con qualcosa che non avrebbero certo immaginato. Una storia raccontata da un vecchio ritaglio di giornale appeso ad un muro, incorniciato tra una quarantina di foto di bambini di due diverse generazioni. E' la storia di un uomo di settant'anni. Per più di venti ha lavorato, insieme a sua moglie, in un negozio di chincaglierie e gadget universitari in un negozio all'angolo tra due delle vie più centrali della città. Ma un giorno la grande società che controlla l'università, e quindi forse metà della città stessa, ha comperato l'edificio in cui il negozio era collocato da più di mezzo secolo, ed ha deciso di abbatterlo per farne un nuovo centro provvisto di negozi ed uffici. E' quella nuova palazzina che ora vedo ogni volta che esco dal cancello principale del campus. Sono passati 25 anni da allora, e quell'uomo e sua moglie hanno scoperto che nella loro casa non c'è posto per due pensionati, così ora lui passa le giornate in un rudimentale ufficio immobiliare fai da te, ricavato da una porzione di una delle casette che affitta con contratti annuali. Divano, cucina ben accessoriata, internet, cuffie  weirless e monitor per la sorveglianza.&lt;br /&gt;E' la storia di un uomo di settant'anni, che vive in un mondo in cui forse non si è più capaci sd essere o sentirsi qualcuno se non si ha un lavoro, qualunque esso sia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-3387239758583214016?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/3387239758583214016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/una-storia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/3387239758583214016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/3387239758583214016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/una-storia.html' title='una storia...'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SvtX2sq750I/AAAAAAAAAB8/03MXrCSOFVc/s72-c/Immagine+010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-6316688643198945889</id><published>2009-11-09T07:56:00.000-08:00</published><updated>2009-11-11T16:05:02.353-08:00</updated><title type='text'>Carino's</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non posso credere di averlo fatto davvero. Avevo giurato a me stessa che non avrei mai, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mai&lt;/span&gt;, messo piede in un ristorante italiano. Ma la vita è crudele, e a volte non ti lascia scelta, obbligandoti a fare qualcosa che non vorresti assolutamente. Così è successo.&lt;br /&gt;Il nome del proprietario, che troneggia sull'insegna, è già tutt'un programma: Johnny; italianissimo. Due casse sospese sulla porta d'ingresso danno il benvenuto, salutando con le fresche note di "Femmena, tu si si na mala femmena...". L'interno diviso in due ambienti, in modo da poter moltiplicare il numero di tavoli tipici dei locali americani, quella specie di banconi  con i divanetti. Negli spazi centrali un nutrito gruppetto di tavoli quadrati, ovviamente ricoperti da tovaglie rigorosamente a quadri, fanno bella mostra ma restano inutilizzati. Ops, le tovaglie sono bianche e verdi??? Evidentemente quelle bianche e rosse erano finite.  Magari  per questa volta potremo scusarli.&lt;br /&gt;Dieci minuti passati a esaminare il menù, per decretare che davvero non è possibile trovare qualcosa di normale. Escludendo le varie paste col pollo mi butto su una lasagna, accompagnata da un bel bicchierone d'acqua; con cannuccia, ovviamente. Dopo mezzo boccone è già chiaro che pulire il piatto mi richiederà un certo sacrificio. Forse non è stata un'ottima idea farcire le sfoglie con ricotta secca e carne sbriciolata, condendo poi il tutto con un disgustoso miscuglio di pomodoro aromatizzato. Mentre nell'aria continuano ad ondeggiare versi di canzoni dell'epoca della Roma pre-Imperiale, osservo le foto in biaco e nero appese alle pareti - queste ultime rigorosamente con pietre a vista. Ad un certo punto stavo per piangere: all'orecchio mi sono giunte delle note diverse e la voce di Grignani. Una sola canzone, messa lì quasi per caso, ma è stato davvero come un soffio d'aria che entra da una finestra aperta al mattino. E pensare che a me il buon Gianluca non piace nemmeno! Ma questi davvero credono che da noi per radio passino certa roba??&lt;br /&gt;Alla fine dell'amaro pasto, l'amica americana che ci aveva condannate a quell'ora di supplizio ha avuto la brillante idea di dire alla cameriera che eravamo italiane. Sorriso gentile, occhi sinceri, e lì a dire che sì, è davvero buono e tipicamente italiano.&lt;br /&gt;Ora, a fraddo, un suggerimento lo darei: perché non mettete all'ingresso un vecchietto dai capelli lanosi, vestito di scuro, coppola in testa e schioppo tra le mani? Magari può salutare i clienti con un bel "benvenuti al circo!".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-6316688643198945889?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/6316688643198945889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/carinos.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/6316688643198945889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/6316688643198945889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/carinos.html' title='Carino&apos;s'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-176548295084447328</id><published>2009-11-06T07:16:00.000-08:00</published><updated>2009-11-06T07:52:58.965-08:00</updated><title type='text'>la caduta delle foglie</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Finalmente! Sull'enorme albero davanti la nostra finestra saranno rimaste un centinaio di foglie al massimo, sparse qua e là per i lunghi rami sottili. La vista è un po' spettrale, giusto quello che ci voleva per un autentico Halloween americano!&lt;br /&gt;No, non sono impazzita. Non ancora, almeno. E' solo che il pensiero della fine del lungo e devastante processo di spogliamento degli alberi non può che strapparmi un respiro di soglievo. Eh sì, perché se in Italia autunno significa arrancare disperatamente in vortici di foglie secche dimenticate, in quelle poche vie in cui incerti alberelli metropolitani si affacciano sulla strada, qui è tutta un'altra cosa. L'autunno di questa città americana, un po' rustica e un po' alternativa, offre degli spettacoli mozzafiato. Ovunque si spinga lo sguardo, le stade sono solo larghe strisce grige che si arrampicano tra gruppi di alberi forti, ciascuno rivestito con forma e colore diverso. Rosso, verde, giallo e arancio si combinano, alternano, completano. Le parole non possono descrivere quello che realmente si prova nel trovarsi qui, scoprendo come una delle cose più naturali del mondo possa essere così straordinaria. Eppure, come dicono i saggi, ogni medaglia ha il suo rovescio. Gli americani sono americani, e non lasciano mai niente al caso. Così, ogni mattina squadre di uomini vestiti con tute mimetiche, quasi fossero marines pronti a combattere, provvedono alla rimozione delle foglie cadute. Arrivano in due, a volte persino tre, sfrecciando sui loro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;trattorini&lt;/span&gt; rossi, che probabilmente altro non sono che tagliaerba semi-professionali. Corrono in modo apparentemente casuale da una parte all'altra della vasta distesa d'erba su cui si affacciano le nostre finestre. Tritano le foglie secche, fino a ridurle quasi in polvere, poi ripassando le aspirano. Il rumore che ne deriva è simile a quello di un aereo fermo sulla pista, solo un po' attenuato. Alcune volte arriva anche il valente John a dar manforte, con in spalla un arnese soffiatore che funziona a benzina. Lui si diverte, protraendo la durata del lavoro come un bimbo che lava i propri giochi nell'acqua di mare, mentre il gas di scarico prodotto finisce con l'inondare la tua casa.&lt;br /&gt;Bene, le foglie sugli alberi sono quasi finite, ormai gli scoiattoli non possono più nascondersi, e le nostre mattine saranno più rilassate. E per ammirare il bel paesaggio autunnale dai mille colori... beh, aspetteremo il prossimo anno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-176548295084447328?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/176548295084447328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/la-caduta-delle-foglie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/176548295084447328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/176548295084447328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/la-caduta-delle-foglie.html' title='la caduta delle foglie'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-5691746815933775071</id><published>2009-11-03T06:24:00.000-08:00</published><updated>2009-11-03T06:57:54.163-08:00</updated><title type='text'>AAA... persiana disperatamente cercasi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' arrivato il freddo, e qual è una delle poche cose belle che ti consolano del fatto che l'estate sia finita? Il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;buio&lt;/span&gt;. Puoi chiudere le finestre, e sprofondare nel sonno in una stanza completamente buia - se escludiamo il leggero bagliore delle radiosveglie presenti nella maggior parte delle camere da letto - impedendo ai primi accecanti raggi di sole di svegliarti alle prime ore del mattino...&lt;br /&gt;Invece no. Qui negli Stati Uniti non solo hanno l'abitudine di vivere in vetrina, costruendo case le cui finestre occupano la quasi totalità delle pareti esterne: come unico complemento usano le tende. Ora potete dirmi cosa me ne faccio io di una tenda quasi bianca, quando davanti alla finestra della camera c'è un lampione più luminoso di un discovolante in sosta? Certe notti le passi a girarti e rigirarti nel letto, mentre fasci di luce arancione ti spalancano gli occhi, neanche stessi cercando di dormire dentro una galleria autostradale. Alla fine sei talmente esausto che, pur di riuscire a riposare un po', ti nascondi con la faccia sotto le coperte, incurante della mancanza di aria, spingendoti fin quasi al soffocamento. Ma dico: una serranda, una persiana. No, eh?! Almeno una tenda nera, cavolo!!!&lt;br /&gt;Dopo mesi avevo trovato il mio equilibrio: le migliori ore di sonno le facevo tra le 8:25 am e le 9-9:30, quando il faro si spegneva ma il sole non era ancora molto alto. Eppure nulla è per sempre. E puntualmente lo stagionale cambio di orario è arrivato a rompermi le uova nel paniere. Non so perché, ora alle 7 del mattino è già giorno pieno, neppure avessimo spostato gli orologi di tre ore anziché una.&lt;br /&gt;Ma ora mi chiedo: è solo un problema mio? Sono solo io a non poter riposare tranquillamente, oppure quello americano è un popolo di masochisti? L'uomo ci ha dato le persiane e guai a chi ce le toglie. Almeno per questo, bravi italiani!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-5691746815933775071?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/5691746815933775071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/aaa-persiana-disperatamente-cercasi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/5691746815933775071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/5691746815933775071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/aaa-persiana-disperatamente-cercasi.html' title='AAA... persiana disperatamente cercasi'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-2208242244580086133</id><published>2009-11-01T14:45:00.000-08:00</published><updated>2009-11-02T08:19:25.086-08:00</updated><title type='text'>international fall party</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/Su8Gd-20lyI/AAAAAAAAAB0/l7LIGcbHKMw/s1600-h/DSCN5842.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/Su8Gd-20lyI/AAAAAAAAAB0/l7LIGcbHKMw/s200/DSCN5842.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399541590399424290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una decina di giorni fa parlavo di dipendenze, passioni ed ossessioni... tra le passioni degli Americani dobbiamo aggiungere l'autunno - &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fall&lt;/span&gt;, come di solito lo chiamano. A partire dall'inizio di ottobre, qui tutto si tinge di arancio, o per natura o perché è l'uomo a provvedere. E i menu di tutti i vari bar, pub, eccetera, tutto viene adeguato, inserendo varianti con zucca e cannella a profusione.&lt;br /&gt;Siccome qui qualsiasi scusa è buona per organizzare un party, ecco che ci siamo ritrovati a passare una serata tipicamente americana, in una casa tipicamente americana, circondati da una trentina di persone provenienti  dai vari angoli del mondo. Tailandesi, sud-coreani, cinesi, arabi, italiani - noi - e americani, ovviamente. Piatto principale era il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;chili&lt;/span&gt;, sorta di ragù con aggiunta di fagioli e leggermente piccante; nonostante la panna acida e il formaggio aggiunti a freddo, il risultato non è stato sgradevole. A fare da complemento pane di mais e dolce di zucca - con cannella, ovviamente. Ebbene sì, devo ammettere di aver declinato l'offerta di un biscotto allo zenzero: quando ne sento il sapore nelle tisane ho sempre il timore che sia rimasto del detersivo nella tazza...&lt;br /&gt;Momento più entusiasmante della serata: intagliare le zucche per farne dei Jack-o'-lanterns, ossia la famosa zucca di halloween con la candela dentro. All'inizio erano i bambini a lavorarci, ma poi i grandi hanno preso il sopravvento, traendone evidentemente un divertimento perfino superiore. Le migliori erano cinque ragazze degli Emirati Arabi,  che con il capo perfettamente avvolto in shador di Fendi hanno lavorato alla zucca più grande tra le sette presenti, cantando allegramente il proprio entusiasmo. Il tutto si svolgeva in un tipico garage americano, dove non poteva mancare neppure la classica targa d'auto con il cognome dei padroni di casa.&lt;br /&gt;Peccato che gli asiatici abbiamo una strana abitudine: quella di andar via non appena finita la cena. Così, scattate circa un milione e mezzo di foto di gruppo con le nostre opere d'arte, sono tornati tutti a casa. Erano le 21:30. Hanno resistito almeno una mezzora più del solito!&lt;br /&gt;Una bella serata, comunque, una di quelle che ti fanno liberare la mente per un paio d'ore - se non consideri il fatto che devi parlare inglese e, ancor più faticoso, cercare di capire quello che gli altri, a volte anche meno abili di te, cercano di dirti. Unico rammarico riguarda la pioggia insistente, che ci ha privati del tipico falò autunnale e del dessert in programma: smores, ossia marshmallow arrostiti e poi messi tra due crackers di grano. Non che sia molto persuasa sulla loro bontà, ma almeno per una volta nella vita mi sarebbe piaciuto fare come Qui Quo e Qua durante i loro campeggi con le Giovani Marmotte!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-2208242244580086133?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/2208242244580086133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/international-fall-party.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/2208242244580086133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/2208242244580086133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/11/international-fall-party.html' title='international fall party'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/Su8Gd-20lyI/AAAAAAAAAB0/l7LIGcbHKMw/s72-c/DSCN5842.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-7868508448991916800</id><published>2009-10-29T21:07:00.000-07:00</published><updated>2009-10-29T18:07:37.477-07:00</updated><title type='text'>perché da McDonald's?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/Suo76OQmLPI/AAAAAAAAABs/zsw7_RtBLjA/s1600-h/mcdonald.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 89px; height: 130px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/Suo76OQmLPI/AAAAAAAAABs/zsw7_RtBLjA/s200/mcdonald.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398192974803119346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per mio fratello una delle cose da fare negli Stati Uniti è andare a mangiare a Burger King; altri mi hanno guardata increduli alla mia risposta che no, in tre mesi qui non ero mai stata in un McDonald's. Lasciatemi aggiungere che non ho la minima intenzione di andarci. E non perché mi piaccia sbandierare superiorità nel ribadire che "io certe cose non le mangio". Quello che voglio dire, è che non ne vale la pena.&lt;br /&gt;In Italia hanno iniziato a spuntare come funghi le stupide casette colorate del pagliaccio più famoso del mondo, e le TV ci hanno fatto capire che era ora di imparare a godere del cibo americano. Per un periodo persino i biglietti dell'autobus urbano ti offrivano uno sconto. E noi tutti lì, vecchi e bambini accompagnati da mamme e papà che a grandi passi soddisfacevano la loro fame del sogno americano. Ci sono riusciti. Davvero abbiamo creduto che qui mangino così. Sì, certo che ci sono i fast food. Ad esempio nelle mense, o nelle strade meno centrali. Ma quando gli americani vogliono passare una serata fuori casa, non vanno mica al McDonald's. Il panino è la loro cultura, ma chi ha detto che debba necessariamente trattarsi di due fette di pane finto, con in mezzo una sfoglia marrone vagamente aromatizzata al sapore di carne, chiuse in una specie di scatola delle uova e pronto per te accanto al bancone?&lt;br /&gt;Si entra in un locale generalmente rivestito in legno, con la musica ad un volume piuttosto alto e un megaschermo ogni due tavoli a trasmettere qualche partita di foothball o baseball. Ci si siede, si guarda il menù e si ordina. Strano? E dopo alcuni minuti la cameriera ti porta un cestino di plastica rivestito di cartaforno, con un panino enorme - almeno 200g di carne profumata, anelli di cipolle dal diametro di 10 cm, formaggio, insalata, pomodori e quant'altro - contornato di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vere&lt;/span&gt; patate fritte in grado di sopravvivere per più dei normali 4 minuti, una fettina di melone o un sottaceto. Oppure breadsticks con un vasetto di salsa marinara, wings, chicken fingers. i piatto di ceramica con vasetto di salsa barbequr... Vi danno posate vere, bicchieri di vetro taglia XL, a fine pasto vi sparecchiano il tavolo e quando volete andar via chiedete il conto. Scusate se è troppo "quasi normale" per sapere di americano!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-7868508448991916800?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/7868508448991916800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/perche-da-mcdonalds.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/7868508448991916800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/7868508448991916800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/perche-da-mcdonalds.html' title='perché da McDonald&apos;s?'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/Suo76OQmLPI/AAAAAAAAABs/zsw7_RtBLjA/s72-c/mcdonald.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-3819169426501098146</id><published>2009-10-28T15:34:00.000-07:00</published><updated>2009-10-28T16:04:13.509-07:00</updated><title type='text'>concerti e concerti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SujNNYR5s9I/AAAAAAAAABk/AtwgmTf6Ehw/s1600-h/41100_Rome.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SujNNYR5s9I/AAAAAAAAABk/AtwgmTf6Ehw/s200/41100_Rome.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397789783143068626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sbaglio, o quando in Italia si va ad un concerto è un po' come partire per una guerra: sai come vai ma non sai come torni? Corsa ai posti migliori ancor prima dello scattare dell'ora X, cioè l'apertura dei cancelli; spinte continue da parte di coloro che sono più indietro, nel tentativo di guadagnare qualche centimetro in più verso il palco; salti  e "danze" per mostrare il proprio entusiasmo e coinvolgimento... Personalmente ho deciso che per la mia incolumità è bene che non vada più a concerti tenuti al chiuso. La mia statura non me lo permette. L'ultima volta mi sono ritrovata distesa su un lettino della mini-infermeria, con una luce accecante puntata negli occhi e cinque persone in arancio che mi circondavano. Convincerli che davvero non avevo fumato, bevuto né preso nulla è stato un po' difficile... avevano i loro dubbi riguardo il fatto che, dal basso dei miei 160 cm, il mio naso era entrato in rotta di collisione con l'odore nauseabondo di un'ascella scoperta! Non parliamo poi della perdita di udito progressiva a causa dei volume &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;leggermente&lt;/span&gt; troppo alto. Le orecchie continuano a ronzarti fino al mattino successivo, come se un nido di vespe si fosse imboscato all'interno del tuo cuscino.&lt;br /&gt;Qualche sera fa c'è stato un concerto. Il campus universitario della cittadina in cui viviamo ha registrato il maggior numero di vendite di capi Victoria's Secret tra tutti i campus statunitensi, così come riconoscimento questi famosi produttori di intimo hanno organizzato un concerto gratuito. Sono passata accanto al prato in cui si svolgeva l'evento: attraverso il finestino dell'autobus ho visto un mare di gente, ragazzi per la maggior parte quasi immobili... E il giorno dopo, cosa ho dovuto sentir dire? Che il concerto aveva creato troppa confusione. E che, udite udite, le vibrazioni erano percepibili &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fino all'altro lato della strada&lt;/span&gt;!!! Nooo??? Ma davvero???&lt;br /&gt;Scusate la domanda. Ma qui, negli USA, i concerti di solito li seguite con le cuffiette, comodamente seduti in poltrona e con il classico secchiello di popcorn sulle ginocchia?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-3819169426501098146?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/3819169426501098146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/concerti-e-concerti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/3819169426501098146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/3819169426501098146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/concerti-e-concerti.html' title='concerti e concerti'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/SujNNYR5s9I/AAAAAAAAABk/AtwgmTf6Ehw/s72-c/41100_Rome.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-6328523820452518185</id><published>2009-10-27T18:28:00.000-07:00</published><updated>2009-10-27T15:24:02.708-07:00</updated><title type='text'>infornare un po' d'amore</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A volte basta davvero poco per stare bene. Anche la cosa più piccola o naturale può rivelarsi speciale, soprattutto se a condividerla con te c'è la persona che ami. In questo sono fortunata: ne ho scoperti di momenti speciali!&lt;br /&gt;Una delle cose che più può darci serenità, qui in questo posto così, così... così lontano, è fare i biscotti. Non scherzo, è la verità. A volte li facciamo la sera, prima di andare a dormire, per poi immergerci nei nostri sogni in un profumo di dolcezza che aleggia per la nostra piccola casa. L'importante è farli insieme, e metterci tutto l'amore che emaniamo. E' bello sporcarsi le mani di burro e pian piano sentire l'odore caldo che esce dal forno... ed è bello mangiarli, con una tazza di te fumante tra le mani, sapendo che li abbiamo fatti noi.&lt;br /&gt;In realtà è la stessa ricetta che usava mia mamma quando ero piccola; in certi pomeriggi di pioggia impastava un po' di allegria, e io, mio fratello e i nostri piccoli amici intagliavamo cuoricini e fiorellini, o anche semplici dischi, usando i bicchieri buoni, presi in prestito dalla vetrinetta della sala. Se un giorno avrò dei bimbi miei, faremo i biscotti tutti insieme, farcendoli di allegre chiacchierine. Intanto mi tengo ben stretta la ricetta: i biscotti americani sono esageratamente dolci e talmente molli che è praticamente impossibile tenerli in mano!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;250 g farina&lt;/li&gt;&lt;li&gt;100 g zucchero&lt;/li&gt;&lt;li&gt;100 g burro&lt;/li&gt;&lt;li&gt;1 uovo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;1 tuorlo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;1 cucchiaino di lievito per dolci&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mettere in forno a 200&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;°C&lt;/span&gt; per 6/8 minuti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-6328523820452518185?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/6328523820452518185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/infornare-un-po-damore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/6328523820452518185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/6328523820452518185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/infornare-un-po-damore.html' title='infornare un po&apos; d&apos;amore'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-4371384017416258480</id><published>2009-10-26T14:46:00.000-07:00</published><updated>2009-10-27T15:24:50.815-07:00</updated><title type='text'>tritarifiuti nuovo di zecca</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;EVVIVA!!! Questa è proprio una data da segnare sul calendario, quasi più importante dell'Independence Day - anzi, diciamo che è anche più importante, anche perché a me della loro indipendenza dal Regno Unito non è che importi poi così tanto... Ma oggi ci hanno messo un tritarifiuti nuovissimo!!! Avete presente quel buco rumoroso e micidiale che in tutti i film hanno nel lavandino della cucina? Bene, quello è praticamente presente in qualsiasi casa americana. E fidatevi se vi dico che se per caso non funziona è un vero e proprio disastro. Eh sì, perché il suo interno consiste in un cestello metallico dai buchi piccolissimi, che non lasciano passare neppure i semini del pomodoro. Ciò significa che, se il motore è rotto, il vostro lavandino è costantemente otturato, indipendentemente dal livello d'attenzione che voi dedichiate alla pulizia dei piatti prima di lavarli. Bene. Noi abbiamo vissuto in queste condizioni drammatiche per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mesi. &lt;/span&gt;D'altronde voi che avreste fatto? Vi sareste autodenunciati ai proprietari di casa rischiando di dover pagare chissà quale cifra sconsiderata? Noi, per sicurezza, abbiamo sempre fatto finta di nulla. Alla fine, quasi senza pensarci, ci siamo fatti coraggio, e abbiamo scritto una e-mail dicendo che sì, &lt;span&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a volte&lt;/span&gt; il tritarifiuti smetteva improvvisamente di funzionare". Ovviamente ci siamo guardati bene dal dire che era morto ucciso da un tempo mooolto lungo! E questi americani che fanno? Arrivano subito per cambiarlo! Senza chiedere cosa sia successo, o dire nulla. Così, a metà mattinata ti bussano alla porta e dicono che sono venuti a metterti il tritarifiuti nuovo. Che roba! Certo, sono arrivati in due per poi finire con l'essere in sei, tutti nella nostra mini-casetta, che smontavano tutta la cucina e mi chiedevano tempo fino al pomeriggio... eppure quando sono tornata a casa, oggi pomeriggio, ho trovato che avevano cambiato anche il pianale d'appoggio e il lavandino.  Ho la vaga impressione che stasera ci contenderemo i piatti da lavare... Eh, gli americani, sempre tutto in grande devono fare!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-4371384017416258480?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/4371384017416258480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/tritarifiuti-nuovo-di-zecca.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/4371384017416258480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/4371384017416258480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/tritarifiuti-nuovo-di-zecca.html' title='tritarifiuti nuovo di zecca'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-2066100948814052737</id><published>2009-10-25T13:30:00.000-07:00</published><updated>2009-10-25T13:39:45.706-07:00</updated><title type='text'>cosa mettere a cena</title><content type='html'>Ieri serata interculturale: cena tailandese. Zuppa calda di tonno e pomodori con abbondanza di peperoncino; linguine di riso con gamberi, thai tofu, uovo, pollo, mandorle e peperoncino; dolce al te. Il tutto innaffiato con un bicchiere american size di thai tea, così forte e dolce da sembrare uno sciroppo, e accomapgnato da una piccola ma gradevole compagnia. Peccato che per un paio di ore di lieta socializzazione abbiamo passato l'intera settimana precedente a cercare di decire quale tra le nostre calze fosse meno imbarazzante mostrare... Personalmente avevo quasi deciso per dei calzettoni fuxia in lana d'angora, mai messi, ma alla fine ho optato per qualcosa di più classico: Golden Lady blu con punta e calcagno azzurri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-2066100948814052737?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/2066100948814052737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/cosa-mettere-cena.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/2066100948814052737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/2066100948814052737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/cosa-mettere-cena.html' title='cosa mettere a cena'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-4753989321387114259</id><published>2009-10-25T12:11:00.000-07:00</published><updated>2009-10-25T13:48:13.991-07:00</updated><title type='text'>partita di basket o varietà?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Assistere ad eventi sportivi come  partite di basket, baseball o foothball è requisito fondamentale per qualsiasi americano.  Diciamo che il secondo - assolutamente stupido e noioso - e il terzo - stupido e incomprensibile - non ci interessano granché; invece il basket non ci dispiace, così non ci abbiamo pensato troppo prima di prendere i biglietti per una prestagionale di NBA in programma qui in città. E' vero, non siamo americani né aspiriamo ad esserlo, ma a volte sperimentare può anche essere divertente... E, in più, avere l'occasione di avere a un palmo di naso alcuni tra i più forti giocatori di basket del mondo non è mica cosa da buttare via! Dunque, siamo andati.&lt;br /&gt;Che vi posso dire? E' da provare. Prima di tutto due parole sull'ambiente: come ve lo aspettereste il palazzetto in cui gioca la squadra dell'università? Se anche a voi la prima cosa che viene in mente è una palestra un po' freddina, con una decina di gradoni per il pubblico, e quattro sedioline a fungere da panchina... beh, allora mi consolo. Certo, come potevo pensare che due squadre dell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NBA&lt;/span&gt; giocassero in un posto simile non lo so. Ad ogni modo sono rimasta leggermente allibita nel ritrovarmi in una specie di San Siro della pallacanestro!&lt;br /&gt;Dopo ever preso un po'  tutti i tipi dei gadget dei Pacers distribuiti all'ingresso, salite quattro rampe di scale, abbiamo comprato una small pizza Papa John's ed un pretzel salatissimo e siamo finalmente andati a cercare i nostri posti. Incredibile. Un mare infinito di comode poltroncine imbottite, suddivise in settori rossi e blu, i colori della bandiera americana.  Sul centro del campo c'erano anche sospesi quattro schermi per poter vedere le immagini riprese. La banda dell'università suonava e ballava, tingendo di rosso e bianco un intero settore. Prima dell'inizio hanno suonato l'inno americano, e noi ci siamo dovuti alzare mentre tutti gli autoctoni stavano a fronte alta e mano su cuore; a me veniva da ridere. Durante i time out e gli intervalli si susseguivano vari intrattenimenti: balletti delle cheerleaders professionali, che si sono cambiate ben tre volte, passando dai vestitini di glitters dorati a tenute sportive con tanto di cappellino in testa e numero sulla shiena; lancio delle magliette contro il pubblico con apposita miragliatrice ad aria compressa; lancio delle palline mediante altra mitragliatrice ad aria compressa; coreografia della squadra della scuola di cheerleaders dell'uniersità; mini-partita tra due squadre di basket di bambini di forse 8 anni  - assolutamente impressionante; riprese di gente del pubblico che mostra i muscoli; tiri a canestro acrobatici della mascotte dei Pacers - che un paio di volte ha rischiato seriamente di farsi male; sfida a tempo di composizione di una panino umano - giochino che mi ha ricordato le tante sere passate a tifare inutilemte per l'Italia quando Rai Uno trasmetteva in &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;eurovisione&lt;/span&gt; Giochi Senza Frontiere... altri tempi quando tutti aspettavamo il fatidico "attention... pre...!" e il fischio di Denis. Insomma, uno spettacolo dietro l'altro, per 2 ore e mezzo di divertimento.  Se vi capita di passare per gli USA andate a vedere una partita di qualcosa, che sicuramente ne vale la pena.&lt;br /&gt;Come dite? La partita? Ah, sì, certo che l'hanno giocata. Tra un intramezzo e l'altro c'erano degli spilungoni in nero che si contendevano la palla con degli spilungoni in bianco. Hanno vinto i bianchi, per la cronaca, ma solo perché erano la squadra di casa, e gli avversari hanno messo in campo le riserve per tutto il quarto tempo. Poco male: se anche Toni Parker c'è rimasto male, la bella Eva Longoria avrà sicuramente saputo come consolarlo al ritorno a casa!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-4753989321387114259?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/4753989321387114259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/partita-di-basket-o-varieta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/4753989321387114259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/4753989321387114259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/partita-di-basket-o-varieta.html' title='partita di basket o varietà?'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-5088408673630676237</id><published>2009-10-21T06:59:00.000-07:00</published><updated>2009-10-21T07:59:22.473-07:00</updated><title type='text'>dipendenze</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi non ne ha almeno una? Un'abitudine forte, un piccolo vizio, o anche una leggera ossessione? Dopotutto non c'è di che vergognarsi, anzi: inizio proprio a pensare che facciano parte della natura umane, e che, al contrario, sia impossibile non averne. Mi stuzzica l'idea di fare un piccolo studio... Ci sono quelle diffuse e le più rare, quelle di gruppo e le individuali, quelle neutre, quelle cattive e quelle buone. Ma, in fondo, le abitudini non fanno altro che descrivere noi stessi, costituiscono un elemento in più per determinare il corso degli eventi. Tra le più note vi sono la dipendenza da caffé, il fumo, l'alcol, per finire poi con il baratro delle droghe. Ma queste sono  banalità!&lt;br /&gt;Gli americani hanno una dipendenza di massa da bibite ghiacciate. Non importa quanti gradi ci siano, 30 o -10, Celsius ovviamente, loro camminano per strada con quei bicchieroni trasparenti pieni di ghiaccio. Il ghiaccio sta agli americani come a noi sta non so neppure cosa. Lo ven-do-no!!! Tu vai al supermercato e trovi sacchi di ghiaccio. Ci sono persino dei venditori ambulanti specializzati nel settore. E noi, poveri bimbi italiani, cresciuti nella triste consapevolezza che d'inverno il gelato non si può mangiare... Personalmente ho dovuto aspettare più di vent'anni e un'operazione ai denti, con tanto di punti nella bocca, per poterne avere uno a febbraio. Magari è da questo che abbiamo derivato la nostra dipendenza di gruppo, noi  accaniti mare-dipendenti? No, non credo; ma forse un po' ha influito.&lt;br /&gt;In realtà credo che quasi tutto possa indurre dipendenza.  Dipendenza sociale, che trovo un po' stressante,  dipendenza  da competizione o da autoaffermazione, per chi non ha sufficiente stima in se stesso e deve cercare sempre nuove conferme, da sesso, da videogiochi. Ed ogni persona può averne una o varie, egualmente forti o modulate, singole e di gruppo, in una combinazione del tutto unica.&lt;br /&gt;La mia amica credo abbia scelto la più particolare: lei è telefilm dipendente. Li vede tutti, su qualsiasi argomento e indipendentemente da orario e canale della trasmissione. Per una cosa del genere serve passione, per interessarsi e vivere ogni storia come se ti coinvolgesse davvero, pazienza, sopportando le varie complicazioni escogitate dagli sceneggiatori per far lievitare il numero di episodi, e forza. Sì forza! Perché non sempre le cose vanno come si vorrebbe, e se li vedi proprio tutti incappi anche in quelli senza lieto fine, o con un lieto finoeche però necessita di alcuni sacrifici. La morte di Nina o di Paolo a Distretto di Polizia hanno garantito incassi extra per i produttori di fazzoletti di carta. Ma come puoi, dopo due intere serie, qualcosa tipo 40 episodi, proprio quando finalmente ci si preparava per il matrimonio tra il commissario e l'ispettore, farmi ritrovare il cadavere di lui nel bel mezzo di una cava di marmo? Ma dico: ma ce l'hai un cuore??? Personalmente non ho ancora accettato la perdita di Sergio Amato, nonostante la sua auto sia esplosa alla fine della 4 serie della Squadra, che è stata chiusa due anni fa dopo la fine dell'8.&lt;br /&gt;Sì, mi piace. E qualche volta puoi anche imparare qualcosa, uscire di casa e pensare che, in fondo, quei tuoi amici comodi, che ti visitano ogni settimana ma mai in modo intrusivo, ti hanno insegnato qualcosa di speciale, che in qualche modo ti hanno fatto ricominciare a sperare...  Bhe, se posso scegliere, e se alla mia amica non dispiace, quasi quasi un pensierino ce lo faccio...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-5088408673630676237?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/5088408673630676237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/dipendenze.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/5088408673630676237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/5088408673630676237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/dipendenze.html' title='dipendenze'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-6448372801571623421</id><published>2009-10-20T11:01:00.000-07:00</published><updated>2009-10-20T11:12:52.718-07:00</updated><title type='text'>sole e amore</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo due settimane di freddo finalmente un po' di sole. Ho passato la mattinata in giro, un po' a passeggio con il mio amore, tra le stradine del campus, e un po' da sola, per la via principale della città, illuminata dal sole e insolitamente tranquilla, vuota degli studenti impegnati con le lezioni. A volte non ci vuole poi molto per pensare e ritrovarsi. Così, tra i tavolinetti spogli di una spartana pizzeria made in USA, puoi guardarti negli occhi dell'altro e tornare a sorridere, e poi perdersi di nuovo in un bacio scandaloso che sa un po' di casa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-6448372801571623421?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/6448372801571623421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/sole-e-amore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/6448372801571623421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/6448372801571623421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/sole-e-amore.html' title='sole e amore'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-7510564741927371355</id><published>2009-10-18T13:47:00.000-07:00</published><updated>2009-10-18T14:57:14.396-07:00</updated><title type='text'>Homecoming</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/StuN9ONotLI/AAAAAAAAABc/KnFO60tHa5E/s1600-h/Immag056.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/StuN9ONotLI/AAAAAAAAABc/KnFO60tHa5E/s200/Immag056.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394061061633127602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/StuN8_9lufI/AAAAAAAAABU/g7DPDaBHlMc/s1600-h/Immag055.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/StuN8_9lufI/AAAAAAAAABU/g7DPDaBHlMc/s200/Immag055.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394061057807727090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo che la vita è proprio imprevedibile! Trascorri tutta la tua vita, all'incirca un quarto di secolo, in un Paese, il tuo, in cui è quasi impossibile trovare qualcosa a cui ci si possa davvero sentire legati, e poi ti ritrovi qui, negli Stati Uniti, la patria del senso di appartenenza. Fin da bambini impariamo che il 25 aprile non si va a scuola, caratteristica che lo fa indiscutibilmente rientrare nella categoria delle date importanti; attività predominanti: picnic all'aria aperta, passeggiate in bicicletta, dormite fino a metà giornata, gite fuoriporta di qualsiasi genere... infondo la primavera può offrire varie opportunità. I più informati sanno che nello stesso giorno del 1945 in Italia è finita la guerra - motivo per il quale Rai Uno trasmette vecchie immagini in bianco e nero e noiosissime processioni a colori, condite con tanto di discorso del Presidente della Repubblica. Crescendo impariamo che niente e nulla è da considerasi davvero nostro, neppure le idee. Niente da stupirsi, dunque, se dal dire giallo si passa al professare amore per il viola, per poi consacrarsi al verde. Anche perché è giusto dare a ciascuno la possibilità di scegliere e correggersi... ed è così che quando andiamo a votare ci ritroviamo tra le mani dei fogli così grandi che per orientarvisi serve una bussola!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E con un simile background cosa abbiamo dovuto vedere? Una città intera che si trasforma in occasione dell'homecoming. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Homecoming&lt;/span&gt;: ritorno a casa. Quale casa? Quella in cui sei nato? NO! Ogni anno, alla fine di ottobre, centinaia di persone di tutte le età si muovono da una parte all'altra di questo enorme Paese solo per visitare la loro vecchia università. E le università che fanno? Si preparano per accoglierli con varie attività, quali eventi sportivi, feste e persino le classiche parate americane per le vie della città. Ed è così che le stradine dei campus si riempono di persone di tutte le generazioni: trentenni ad inizio carriera che ricostituiscono i vecchi gruppi dei tempi del college, quaratenni e cinquantenni che mostrano ai figlioletti i luoghi della propria giovinezza, e coppie di sessantenni o settantenni, con il cappellino della squadra locale, che rivivono insieme i ricordi di un tempo lontano. Tutti insieme, tutti di nuovo lì. E solo perché quella era, è e sarà sempre la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;loro università&lt;/span&gt;. Ed è per questo motivo che venerdì pomeriggio, all'ora in cui di solito il traffico è più intenso che in qualsiasi altro momento della settimana, le strade sono state chiuse - persino l'efficientissimo servizio degli autobus è stato sospeso - per permettere agli attuali studenti delle varie squadre o confraternite di sfilare tra due muri di gente che li salutava con le bandierine, un mare tutto rosso, il colore dell'Indiana University. Non importava a nessuno che facesse freddo, e stesse piovendo. Quella era la loro sfilata. Così sono rimasti fino alla fine, raccolt davanti all'ingresso principale del campus, tutti in silenzio ad ascoltare l'esibizione della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;loro &lt;/span&gt;banda musicale, che con gli impermeabili rossi e bianchi sembrava quasi un gruppo di aspiranti Babbi Natale. E c'erano persino le majorette! In tuta, però. E alla fine... mini spettacolo pirotecnico.&lt;br /&gt;Per la serata c'era persino in programma il famoso &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Prom&lt;/span&gt;, il ballo che fanno vedere in tutti i telefilm che si rispettino. Peccato che noi non siamo potuti andare: non avevamo un vestito adatto. Magari per la prossima volta ci attrezziamo... dopotutto andare a prom  con il più bello della scuola è il sogno di tutte le ragazze... e io sono sposata con il ragazzo da cui avrei voluto essere invitata!&lt;br /&gt;Uh, alla fine ho pensato che infondo in Italia non siamo poi così privi di senso d'appartenenza... chi mai si sognerebbe di cambiare la squadra di calcio del proprio cuore??&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-7510564741927371355?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/7510564741927371355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/homecoming.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/7510564741927371355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/7510564741927371355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/homecoming.html' title='Homecoming'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/StuN9ONotLI/AAAAAAAAABc/KnFO60tHa5E/s72-c/Immag056.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-18280891276534437</id><published>2009-10-14T16:31:00.000-07:00</published><updated>2009-10-15T12:40:47.567-07:00</updated><title type='text'>20 minuti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/StZtjWnFg6I/AAAAAAAAAAs/luKcWT3miak/s1600-h/surgelati.bmp"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/StZtjWnFg6I/AAAAAAAAAAs/luKcWT3miak/s320/surgelati.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392618057955115938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra 20 minuti la mia cena sarà pronta: sei bastoncini di pesce impanati e un misto di verdure messicane come contorno. Tutto appena estratto dal frizer, i primi da una bella scatola blu, confezione da 44, e già messi in forno. Classica preparazione di cena america. Il mio amore lavora fino a tardi tardi, e per una serata in solitaria non è poi tanto male!&lt;br /&gt;Purtroppo questa volta mi sono lasciata tentare, e mi sono addentrata nella zona proibita del supermercato: le quattro corsie del reparto surgelati, le quattro lunghissime corsie delimitate a destra e sinistra da sportelli trasparenti alti più di due metri. I vetri riflettono la luce artificiale in un modo talmente strano da creare un ambiente del tutto innaturale, e al dilà di essi ci sono centinaia e centinaia di scatole e buste colorate, con disegni, scritte e immagini di piatti appetitosi che quasi riescono a chiamarti davvero, per dirti "comprami! comprami!". Gelati azzurri, pasta annegata in un mix di dodici formaggi gialli, pizze dal peso di 5.7 kg l'una, cibo messicano, cinese, coreano, italiano... chi più ne ha più ne metta. E tu sei lì, solo, in quella luce strana, con il tuo carrello così grande da sembrare il rimorchio di un'auto, e non sai che fare. Ogni tanto qualcuno arriva, apre uno dei mille sportelli, prende una scatola qui, un paio di buste di  là, e poi scompare, quasi fosse una visione. E tu sei ancora lì, quasi colpevole per non aver ancora preso niente, così alla fine, timidamente, con fare quasi furtivo, prendi qualcosa anche tu, sperando disperatamente di essere riuscito a pescare l'unico alimento del reparto che possa essere etichettato come "normale". L'ho fatto anch'io, ed ecco che ora mi ritrovo con un pentolino pieno di carote a rondelle, baccielli di fagioli a pezzi, fagioli rossi grandi, fagioli bianchi piccoli, ceci e carote tagliate a  parallelepipedo. So già che le verdure verranno troppo molle e i legumi saranno duri come pietre... eh sì, perché lo sanno tutti che i legumi hanno bisogno di acqua, di diversi minuti d'ebollizione. Evidentemente a questo cuoco industriale pseudo-messicano non l'hanno detto.&lt;br /&gt;Dunque ecco qui. In 20 minuti posso fare un giro intero sull'autobus E, salendo e scendendo alla fermata qui dietro casa - che poi è anche gratis!-; perdere 110 calorie facendo la ciclette al livello 4; a temperatura ottimale le cellule di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Escherichia coli &lt;/span&gt;possono duplicarsi; gli episodi di molti cartoni animeti possono iniziare e finire, sigla compresa. Quante altre cose  si possono fare in 20 minuti? Sicuramente molte, anche se ora non mi vengono in mente. Io, invece, ho cucinato qualcosa dall'aspetto ben poco convincente. Cucinato... forse non ho usato proprio il termine più corretto. Meglio dire preparato, forse.&lt;br /&gt;Bene, mi rifarò guardandomi un episodio di uno dei mie telefilm preferiti , giusto per avere un po' di compagnia. Uno ... diciamo due? Non più di tre.  I bastoncini di pesce li mangio con le mani però!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-18280891276534437?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/18280891276534437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/20-minuti.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/18280891276534437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/18280891276534437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/20-minuti.html' title='20 minuti'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/StZtjWnFg6I/AAAAAAAAAAs/luKcWT3miak/s72-c/surgelati.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6669550012717922842.post-4925798201311653671</id><published>2009-10-14T10:47:00.000-07:00</published><updated>2009-10-14T11:41:52.679-07:00</updated><title type='text'>E adesso mi presento!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/StYbSKx2ImI/AAAAAAAAAAk/y5fJ2nlkmv8/s1600-h/Immagine2.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 83px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/StYbSKx2ImI/AAAAAAAAAAk/y5fJ2nlkmv8/s200/Immagine2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392527602767766114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' strano... non so proprio come iniziare... non ho mai avuto un blog!&lt;br /&gt;A dire la verità non credo di aver mai neanche pensato di volerne avere uno... Però ho avuto un diario, anzi: tanti diari. Sei o sette, tutti gelosamente conservati nei cassetti del mio comodino rosso, al sicuro nella &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mia cameretta&lt;/span&gt;. Forse sette diari, pagine e pagine riempite in intervalli di tempo irregolari nell'arco di 16 anni, per raccontare i momenti più importanti e le emozioni più segrete. Ma se qualcuno li leggesse potrebbe davvero conoscermi? Mmm... non ne sono molto sicura. Ad esempio non saprebbe che mi sono sposata. Non saprebbe che ora vivo negli Stati Uniti, uno degli ultimi posti al mondo in cui avrei mai potuto immaginare di andare. Non saprebbe...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6669550012717922842-4925798201311653671?l=edorasiamoindue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/feeds/4925798201311653671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/e-adesso-mi-presento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/4925798201311653671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6669550012717922842/posts/default/4925798201311653671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://edorasiamoindue.blogspot.com/2009/10/e-adesso-mi-presento.html' title='E adesso mi presento!'/><author><name>Tamara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18283891154312201311</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ygWcu5oDEAI/StYbSKx2ImI/AAAAAAAAAAk/y5fJ2nlkmv8/s72-c/Immagine2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
